Pubblicato da: Angela | 17 gennaio 2008

I più popolari talvolta sono i più lenti

Non si tratta della parafrasi di quello che è rock e di quello che è lento per Adriano Celentano. Ma si tratta dei siti WEB 2.0 di social networking.
Una ricerca USA, effettuata dall’istituto WatchMouse, che si occupa del monitoraggio di oltre cento siti grazie ai quali si possono stabilire reti sociali, ha stilato una classifica di quelli più cliccati e subito messi a disposizione da Wikipedia. Ebbene, da questa ricerca è venuto fuori che i siti più popolari sono anche i più lenti, quasi come per dire “Non importa se impiego un po’ di tempo per loggarmi e fare tutte le altre operazioni, l’importante è far parte del giro più grande”.
È Facebook a prendersi il pollice in giù, che con i suoi 58 milioni di utenti è il sito che dà maggiori problemi nelle sue applicazioni; a seguire, poi, ci sono MySpace con 217 milioni di iscritti e Orkut, con 67 milioni. Tutti questi fanno tendenza tra gli appassionati delle relazioni virtuali, ed è soprattutto per questo che li scelgono, ma fanno anche molto spazientire per i lunghi tempi di attesa.

facebook1.jpg

A proposito di questo, lo stesso istituto ha messo in evidenzia come le persone che usano i siti di social networking non amino aspettare oltre i quattro secondi dopo aver cliccato, perché poi iniziano a sbuffare e ad imprecare sulla lentezza dell’applicazione. Per non parlare poi delle reazioni di fronte alla necessità di premere il tasto “refresh”, per caricare da capo la pagina che stenta ad aprirsi. Eppure è Web 2.0, e tra le altre cose dovrebbe avere anche l’efficacia della rapidità di risposta ai comandi.
Nemmeno Twitter, ideato per i cellulari, Last.fm , Windows Live Spaces , Friendster e del.icio.us risultino esaltare molto le aspettative degli utenti. Al contrario, vincono Faceparty, che con i suoi sei milioni di navigatori affezionati, sembri non creare tempi di attesa eccezionali; se la cavano bene in questa classifica anche Tagged e aSmallWorld.

tagged1.jpg

faceparty1.jpg

asmallworld1.jpg

Dunque, per gli utenti del WEB 2.0, sarebbe buona regola non accontentarsi dei “soliti” siti, ma anche andare alla ricerca di qualcosa di nuovo e magari più “fast” (questa volta senza il “web” però). Sempre per chi è curioso e ha voglia di navigare.

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