Pubblicato da: Angela | 21 gennaio 2008

Primo parere positivo alla clonazione per usi alimentari

È di qualche giorno fa la notizia che l’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha dato parere positivo circa la possibilità, nel prossimo futuro, di clonare animali per produrre latte, carne e formaggi, sulla scia di quanto proposto recentemente negli Stati Uniti (e riportato dal Wall Street Journal).
Immediatamente alla diffusione di questa notizia, in Italia è infuriata la polemica da numerosi fronti. Innanzitutto la LAV ha manifestato la sua disapprovazione, ritenendo che non si può appoggiare un metodo di produzione venti volte più costoso e del tutto immorale rispetto a quello vegetariano. A ruota sono seguiti i pareri di Legambiente , la quale attacca dicendo che l’EFSA manifesta soprattutto “insicurezza alimentare”. La Coldiretti , invece, afferma che se in futuro fosse possibile avere cibo da animali clonati, non si avrebbe più alcuna garanzia sulla provenienza dei prodotti, perché risulterebbero tutti uguali. E ancora, alcuni esponenti dei Verdi e del Partito Democratico ritengono sia importante dare fiducia alle ricerche e ai pareri scientifici, ma da un punto di vista etico si è proprio fuori strada.

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L’agenzia europea si difende, affermando che non si tratta di una decisione definitiva, anzi a tale proposito sul sito dell’EFSA è stata aperta una consultazione che durerà ben otto settimane. Le ragioni della positività della sua proposta sono che con la clonazione (e quindi con le nuove biotecnologie) è possibile scegliere i capi migliori per garantire prodotti migliori durante tutte le fasi di passaggio della filiera, evitando i rischi alimentari per la salute umana. Lo scopo della clonazione non riguarda solo previsioni con beneficio a breve termine, in quanto anche in un futuro più lontano si potrà scongiurare la perdita di alcune razze o specie a rischio di estinzione.
Dalla parte dell’EFSA c’è Stefano Cinotti, direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, il quale afferma che c’è una buona garanzia nell’applicazione della clonazione, in quanto sono ormai dieci anni che viene sperimentata e testata, e, secondo il suo parere, risulta essere una tecnica molto semplice. Per quanti conoscono poco l’argomento, a ragion del dubbio, però, bisogna sottolineare che la riuscita della messa in atto di questa biotecnologia implica numerosi tentavi, sia di creazione degli embrioni sia di impianto degli stessi (come è accaduto per il caso più famoso della pecora Dolly). Ma al contempo, lo stesso Cinotti mette in evidenza come il creare organismi animali tutti identici pone seri problemi etici, in quanto a lungo andare può portare ad un’eccessiva omogeneità genetica di razze e specie. Una scarsa variabilità genetica significa ridurre la possibilità degli organismi di combattere le malattie, le mutazioni e tutte quelle conseguenze negative che possono derivare dall’eccessivo uso e manipolazione da parte dell’uomo.

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Nonostante la proposta avanzata dall’EFSA sia ancora molto cauta, quasi a voler sondare il terreno, i punti critici sono essenzialmente due: si conosce ancora poco circa le conseguenze della clonazione sulla salute degli animali nati con questa tecnica, e tale incertezza desta i più forti dissensi; in secondo luogo, attuare la produzione per usi alimentari di organismi “l’uno copia dell’altro” sarebbe possibile solo per poche aziende, le quali distribuirebbero un prodotto uguale per tutti. Ma occorre ricordare che l’aspetto positivo dell’economia alimentare italiana è, al contrario, quello di saper proporre una molteplicità di soluzioni differenti, ognuna con la propria provenienza e peculiarità storica. È soprattutto questa la garanzia del “made in Italy”, che però potrebbe essere annullata da una produzione troppo uniforme.

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Responses

  1. io sn inkontrario per la clonazzione dei animali…e una cazzata dirla proprio cosi…

  2. Le motivazioni che spingono gli uomini a clonare gli animali sono molte e senza dubbio alcune sono molto più discutibili di altre. Questa è senz’altro soggetta a polemica, ma in un futuro molto incerto e allo stesso tempo carico di speranze, non possiamo sapere fino a che punto arriverà l’uomo nell’applicare queste tecniche. In ogni caso, bisogna ammettere che la clonazione fa parte ormai del quotidiano. Speriamo che l’etica guidi sempre chi la adopera.
    A. T.


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