Pubblicato da: Angela | 12 febbraio 2012

Il mio anno di Servizio Civile

Era una fredda sera di Gennaio quando mi trasferii a Pettorano sul Gizio. L’indomani, passeggiando per il borgo, scoprii subito l’aria tranquilla che si respirava, le stradine silenziose, l’architettura raccolta e ordinata, e le persone, quelle poche che erano in giro, serene a godersi un pallido sole invernale. E poi le montagne, tutte intorno, ricche di boschi e una vista che dalla torre più alta del castello sorvolava tutta la Valle Peligna fino a posarsi sull’alta cima del Gran Sasso: fu allora che capii che il mio anno di Servizio Civile mi sarebbe piaciuto molto.

La Riserva Naturale Monte Genzana è un luogo dalle tante facce, perché non è “soltanto” un’area protetta che funge da corridoio ecologico tra due parchi nazionali, non è fatta “soltanto” da pregiati ecosistemi ed amabili paesaggi, ma è costituita da persone e da un ufficio che rappresentano un punto di riferimento per la gente di Pettorano, e non solo. L’allegria e la serenità che aleggiavano proprio in quell’ufficio hanno contribuito enormemente a farmi sentire a casa e a non annoiarmi mai. Questo anche perché erano tante e varie le attività in cui ero coinvolta, dalle più piccole e forse apparentemente banali come il front office, alle più intense ed impegnative, quali la gestione di eventi talvolta anche molto diversi tra loro.
Tuttavia, ciò che resta di più è altro. La schiettezza e il ritmo frenetico della direttrice Valentina, la tranquillità di Mauro e il suo pragmatismo con cui gestisce i corsi e le attività da tecnico faunista, la generosità innata di Antonio e il suo sviscerato amore per il paese natio, l’instancabile voglia di fare (e di arrivare in cima al sentiero) di Valentina, alimentata sempre da canzoni e tormentoni musicali, la creatività di Raissa e il suo sorprendente intuito, la pacatezza e infinita pazienza di Massimiliano. Loro sono stati i miei compagni di viaggio. Con loro ho condiviso sorrisi, risate, impegno, passione, ma anche tensione e stanchezza. Con loro ho camminato tanto e ho imparato tanto, e per questo li ringrazio di cuore!
Quando si vive in un posto nuovo, una delle cose importanti è la ricerca (volontaria o inconscia) di una risposta nella gente, soprattutto se il paese è piccolo, ed io l’ho trovata sin da subito. E’ come se gli abitanti di Pettorano mi avessero adottata, perché mi hanno fatto sentire ben voluta e sono sempre stata trattata con gentilezza, generosità e stima. Nulla deve essere scontato, nemmeno questo aspetto, perciò anche a loro va un grazie.
Ed ora che il mio anno di Servizio Civile è terminato, un po’ di tristezza e mille ricordi rimangono nel cuore: la bellezza di luoghi che ho vissuto, di paesaggi che ho ammirato e di animali selvatici che con sorpresa ed emozione ho avvistato; ma anche il calore e il sorriso delle persone che hanno contribuito a rendere questa esperienza davvero eccezionale.

Angela Tavone 12 Febbraio 2012

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