Pubblicato da: Angela | 29 agosto 2009

Quando manca l’orientamento si gira in tondo

Recente è lo studio da parte degli scienziati dell’Istituto Max Planck di Biologia cibernetica di Tubinga, in Germania, in merito alla capacità che l’uomo ha di mantenere costantemente una rotta rettilinea in luoghi ampi e sconosciuti.
La ricerca empirica è stata svolta in luoghi diversi quali la zona settentrionale della Tunisia, il deserto del Sahara e la foresta di Bienwald in Germania. Vari gruppi di volontari hanno camminato per ore con la richiesta di mantenere quanto più possibile una direzione lineare. Il loro cammino è stato monitorato grazie al sistema di posizionamento globale GPS.

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I risultati non hanno mostrato dubbi: quando l’uomo non può contare su punti di riferimento fissi come il sole, la luna o le stelle tende a seguire una direzione circolare, talvolta tornando sui suoi stessi passi senza accorgersene. Infatti, nell’ambito della ricerca empirica, le quattro persone che hanno camminato nella foresta di Bienwald in una giornata nuvolosa hanno perso rapidamente la direzione retta, cosa che non è successa agli altri due trovantesi nello stesso luogo durante una giornata soleggiata. Stessa situazione per i due volontari che hanno camminato di giorno sotto il sole nel Sahara, mentre l’altro che ha percorso il deserto di notte è riuscito a mantenere la linea retta solo finché la luna non è stata oscurata dalla nuvole.
Non è ben chiaro per quale precisa ragione l’uomo tende ad assumere un andamento circolare quando perde i suoi punti di riferimento. Ciò che è noto è che tutti hanno una gamba più lunga o più forte dell’altra che in qualche modo tende a definire la direzione del cammino libero, come dice il capo della ricerca Jam Souman, ma al di là di questo, durante uno spostamento si colgono con la vista una serie di segnali dall’ambiente circostante che consentono di creare la propria bussola. Quando viene a mancare la vista (ulteriori esperimento sono stati fatti con persone bendate) o i riferimenti stessi (il non poter più vedere il sole e la luna di cui si parlava prima), i sensori delegati all’orientamento diventano meno efficaci e spesso vengono fuorviati da sensazioni personali errate.
Ecco perché quando ci si trova in luoghi sconosciuti, per non perdersi è bene fare poco affidamento alle sensazioni, ma al contrario cercare di trovare punti di riferimento utili e riconoscibili.

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