Pubblicato da: Angela | 29 agosto 2008

Colin, il balenottero sottoposto a eutanasia

Non molti giorni fa ha avuto molto clamore in tutto il mondo la notizia del piccolo di megattera direttosi verso la baia di Sidney dopo aver perso la madre. Era stato chiamato Colin e aveva solo 3 settimane di vita. Aveva, si, perché il piccolo è morto, ma non di morte naturale, come sarebbe accaduto a qualsiasi cucciolo che perde troppo presto la madre, bensì con un’iniezione letale!

Quando era stato avvistato poco al largo della baia, in molti, tra volontari e biologi marini, ci avevano provato a spingerlo di nuovo verso le acque più profonde, ma il balenottero sembrava disorientato e molto stanco. Cinque giorni è durata la sua sofferenza, durante i quali si è cercato anche di proteggerlo dagli attacchi degli squali, visto che già presentava ferite di questo tipo. Tutto inutile. A tre settimane di vita un cetaceo non è in grado di cavarsela da solo e ha ancora molto bisogno del latte materno per crescere e sopravvivere. Se la madre muore in questa fase della vita, anche il piccolo è destinato alla stessa fine. Può dispiacere, certo, ma è la legge della natura.
L’uomo in questo caso, si è quasi mostrato superbo nei confronti di questa legge. Ha pensato di poterlo salvare, ma come? Improvvisando una macchina che pompa 230 litri di latte al giorno, così come avevano proposto alcuni animalisti? E allora via alla soluzione definitiva: eutanasia. Il piccolo è stato “ucciso nel sonno”, dicono gli esperti, con una enorme dose di anestetico. Hanno posto fine alle sue sofferenze, lontano dalle telecamere, mentre gli animalisti protestavano dicendo che non si era fatto abbastanza per salvargli la vita.
Intanto a sud della costa di Sidney è stata ritrovata una grande balena femmina, probabilmente la madre di Colin, e gli zoologi del servizio parchi nazionali e fauna intendono confrontare i due DNA per confermarlo, oltre che effettuare l’autopsia per accertarne le cause della morte. Insomma, un caso che diventa un vero mistero da risolvere.
Mi chiedo, è stata davvero la scelta giusta tentare di proteggere un balenottero per poi ucciderlo di fronte all’impossibilità di salvarlo? Oppure era meglio che la natura avesse fatto il suo corso? Certo che qualsiasi essere umano che vede un cucciolo di balena avvicinarsi e strofinarsi contro uno yacht, probabilmente scambiandolo per un’altra balena, comprende la disperazione dell’animale ed accoglie la sua richiesta di aiuto. Ma non sempre l’uomo può tutto, nonostante i suoi molti mezzi a disposizione.

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Responses

  1. Gran post!
    Sono davvero felice che sia corretto!

  2. Grazie molte, anche se non ho ben capito cosa, secondo lei, “sia corretto”…
    Saluti
    A.T.


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