Pubblicato da: Angela | 7 febbraio 2008

Videofilia VS Biofilia

Preferite più una partita a “Worms”, oppure una passeggiata nel bosco? Meglio una pomeriggio a guardare un film in dvd oppure a starsene in un capanno su un lago, con gli occhi in un binocolo a spiare cosa fanno gli uccelli? E’ più piacevole passare ore e ore a chattare, di fronte a un monitor, oppure ridere e scherzare insieme a qualcuno magari seduti sull’erba umida e sotto un cielo stellato? Meglio scrivere su di un blog seduti alla solita vecchia ma comoda scrivania, oppure arrampicati su di un albero scomodo e con in mano un vecchio diario sgualcito? Amate più cercare foto strabilianti sul web, oppure armarvi di obiettivo e cogliere l’istante più bello per scattare?
Non c’è dubbio che se scegliete sempre la prima risposta siete dei veri videofili, ovvero amanti di tutte quelle teconologie che hanno un video verso il quale puntare gli occhi (e quasi solo quelli). Non si tratta di una vera e propria malattia, state tranquilli, ma il preferire la vita sedentaria e comoda, a volte monotona fatta di finzioni racchiuse in scatole ad una vissuta a pieni sensi, circondati da profumi e suoni un tempo molto familiari all’uomo.

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Due ricercatori americani, Oliver R. W. Pergams e Patricia A. Zaradic, hanno pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences” i risultati di uno studio abbastanza preoccupante condotto negli Stati Uniti, in Spagna e Giappone, in cui si evidenzia come da circa venti anni a questa parte ci sia stato un calo del 18-25% di tutte le attività all’aria aperta, soprattutto di quelle ricreative. Insomma, niente più trakking, passeggiate in bicicletta, pic nic in montagna, cavalcate tra le campagne e i boschi. La gente sta diventanto troppo pigra, dice lo studio, e questo è un male soprattutto perchè fa crescere il numero degli obesi. Inoltre, l’uso di TV, computer, playstation e qualt’altro puo generare dipendeza, soprattutto per quei soggetti più deboli che non sanno darsi un freno, come ad esempio i ragazzini. I guai seri, poi, arrivano quando tutto ciò che vedono, sentono e provano nella realtà virtuale, lo imitano, riportandolo nella vita reale, con conseguenze a volte drammatiche.

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I ricercatori ritengono che bisognerebbe incentivare i viaggi e le esperienze a contatto diretto con la natura, soprattutto nei parchi naturali, le cui visite negli Stati Uniti dal 1987 al 2006 sono calate del ben 23%!
Fortunatamente in Italia non si raggiunge questa soglia così preoccupante, anche perchè il nostro territorio è per l’11% costituito da riserve naturali ed aree protette a vari livelli e l’ecoturismo si sta ben sviluppando. Un esempio è la regione Lazio, che sta investendo molto sull’incremento delle attività nelle proprie aree protette (e ne sono tante), come testimonia anche il sito e l’ideazione di una “Parchicard” per avere sconti e vantaggi sui servizi nelle aree protette del Lazio.

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Probabilmente a quest’ora vi consedererete ancora dei videofili, ma perchè non provare a diventare anche “biofili“, ossia amanti di ciò che è vivo e ci circonda? In fondo, non è così impegnativo: la riscoperta può iniziare anche dal semplice giardino… e poi magari chissà, un giorno ci si potrebbe ritrovare sulle Alpi!!

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